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Transizione 4.0: credito d'imposta in ricerca e sviluppo, innovazione e design

Questa misura mira ad aumentare gli investimenti privati in ricerca e sviluppo lungo tutto "il ciclo" dell'innovazione in quanto copre tutte le varie forme che essa può assumere:  ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica.

Si parte da attività che mirano ad acquisire conoscenze utile a ricerche successive, alla realizzazione e produzione di prototipi anche commercializzabili, all'applicazione dell'innovazione sia nei prodotti che nei processi. Innovazione intesa sia come creazione di qualcosa di nuovo che come miglioramento dell'esistente.

La normativa di riferimento per capire cosa rientra nelle varie voci è il paragrafo 1.3 della Comunicazione della Commissione europea (2014/C 198/01) sugli aiuti all'innovazione.

Le caratteristiche del credito d'imposta sono le seguenti

  • 12% fino ad un massimo di 3milioni di spese ammissibili  per ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale
  • 10% fino ad un massimo di 1,5 milioni di spese ammissibili per innovazione tecnologica finalizzata al raggiungimento o di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione 4.0
  • 6% fino ad un massimo di 1,5 di spese ammissibili  per interventi di innovazione tecnologica senza le caratteristiche del punto precedente

Per i settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica e altri eventualmente individuati con apposito decreto vi è un'ulteriore opportunità:

  • credito d'imposta del 6% fino ad un massimo di 1,5 milioni di spese ammissibili per attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari

Il soggetto incaricato della revisione legale dei conti deve rilasciare certificazione che attesta l'effettiva realizzazione delle spese ammissibili. Se l'impresa non ha l'obbligo della revisione legale dei conti, può beneficiare del credito per importi non superiori a 5000 euro. In ogni caso occorre conservare documentazione idonea a dimostrare le spese sostenute.

Il credito d'imposta sarà usufruito in tre anni a decorrere da quello successivo al sostenimento della spesa. Maggiori dettagli sulla pagina specifica del Mise